GamesLab

Icon Icon Icon

Game Culture, with a Random Attitude

Videogiochi e italiano L2/LS

Qui di seguito collego un mio lavoro che ho avuto al fortuna e l’onore di vedere pubblicato dall’Università degli Studi di Milano. Si tratta di una riflessione che ho fatto in tesi di master (ormai qualche anno fa) che, malgrado il tempo passato (pochi anni che però in questo campo e in questa epoca si fanno sempre e comunque sentire), resta abbastanza “sul pezzo”.

——-

Abstract:

L’articolo prende in considerazione alcune ipotesi sull’uso del videogioco nell’insegnamento/apprendimento della lingua straniera supportate dall’analisi di alcuni videogames per uso didattico. Pur non nascondendo le difficoltà che l’insegnante può incontrare nell’integrare il videogioco nel percorso di insegnamento/apprendimento di una lingua straniera in classe, diversi sono i motivi per i quali il videogioco può essere considerato un efficace strumento di apprendimento linguistico. Innanzitutto perché gli input linguistici possono essere numerosi e vari, in secondo luogo perché è vettore di lingua che coinvolge i diversi sensi e diverse operazioni cognitive e, in terzo luogo perché trasforma il processo dell’apprendimento da simbolico a esperienziale. Infine perché si tratta di un mezzo divertente capace di creare interesse ad apprendere offrendo opportunità straordinarie in quanto attiva negli apprendenti, soprattutto più giovani, due fattori chiave per un apprendimento solido e duraturo: l’esperienza e la motivazione, elementi che spesso le metodologie tradizionali trascurano. A conclusione dell’articolo viene proposta di attività didattica di italiano LS con una serie di suggerimenti per l’insegnante.

Leggi qui

EC Special Number – Computer Games, between Text and Practice

computer_games

Dopo quasi un anno di gestazione esce lo speciale della rivista di semiotica EC dedicato ai videogames dal nome senz’altro esplicativo di Computer Games: between text and practice. Io ho avuto la fortuna di potervi partecipare con un pezzo abbastanza pindarico (direbbe qualcuno) sul sistema di segni che sta alla base del linguaggio dei Logos dell’ormai defunto Richard Garriot’s Tabula Rasa. Ironico che il pezzo sia uscito diversi mesi dopo la chiusura del MMORPG suddetto. Fra le altre cose, non perdetevi il mio (lieve) assalto alla teoria aarsethiana del cybertext duale. Ringrazio molto sia Valentina Paggiarin che mi ha aiutato a raddrizzare il testo sia Michelle Arslanian Naroyan per le ultime, indispensabili, dritte per renderlo degno di tal nome.

Accedete alla versione elettronica della pubblicazione (che potete anche ordinare in forma cartacea per una cifra senz’altro modica), proprio qui.