GamesLab

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Game Culture, with a Random Attitude

Videogiochi e scuole superiori – parte 1

Portare i videogiochi sui banchi di un istituto superiore poteva sembrare inizialmente un’idea particolarmente stramba. Proprio per questo valeva proprio la pena tentare. Invitati da Donald Cortese e dalla prof. Andaloro abbiamo voluto tenere ben tre mini-seminari sul videogioco all’interno di un percorso sull’avvicinamento ai linguaggi multimediali presso l’istituto tecnico I.T.I.S. di Setificio di Como. Uso il plurale non per illusione di grandezza ma perché mentre il sottoscritto (Filippo) faceva lezione da qualche parte nell’aula c’era anche Andrea che ha gestito tutte le p.r con l’istituto e, tra l’altro, mi è venuto a prendere in stazione per due lezioni su tre.

Le prime due sono state somministrate ad una classe di prima, mentre la terza è solo una particella (piuttosto ampia) di una variante della prima lezione tenuta con una seconda (con ragazzi, quindi, più grandi). La risposta degli studenti è stata, a tratti, quasi incredibile. Le potenzialità per attività/lezioni di e con i videogiochi sono tanto grandi quanto inesplorate. Varrebbe la pena approfondire, anzi sarebbe d’obbligo.

In chiusura è inoltre imperativo ringraziare Ilaria Amodeo e AESVI per il supporto dimostrato e gli opuscoli sulla game education.

Il video della prima parte dopo il salto.

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Ma dove si mettono le batterie?

L’idea alla base di questo saggio a tre nasce da un concitato scambio di opinioni successive all’E3 2009. Senza girarci intorno, Natal è stato sicuramente il prodotto più stimolante della fiera. Non il più bello o il migliore, ma il più stimolante.

Tre stimoli differenti corrispondenti a tre modi di guardare ad un oggetto che rischia di far compiere un deciso passo in avanti (?) a una console (e a un’azienda) saldamente ancorata ad un modello di gioco basato sul pad.

Buona lettura.

Ma dove si mettono le batterie?